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Giovedì 13 Dicembre 2007 12:34 |
Spread
Si definisce Spread il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. Negli scambi tra banche il denaro ha una sua quotazione, che in Europa viene definita Euribor. Questo è il tasso rilevato giornalmente, a cui la banca può comprare valuta, o anche venderla se ne dispone in eccesso. La collocazione del denaro mediante un finanziamento al cliente dovrà perciò avvenire ad un tasso un po’ più alto. Ciò consisterà di compensare le spese di gestione della struttura creditizia e della pratica nonché i rischi dell’operazione, e guadagnarci qualcosa, questo incremento è chiamato appunto spread. Un mutuo a tasso variabile verrà perciò rimborsato ad un tasso stabilito con il criterio Euribor + Spread, dove l’Euribor costituisce la componente variabile, mentre lo spread quella fissa, che resterà invariata per tutta la durata del mutuo. Essendo solidamente garantiti dall’ipoteca i mutui sono gravati da modesti rischi di insoluto e consentono l’applicazione di spread molto bassi. La media si attesta intorno all’1,60%, partendo da offerte eccezionali intorno allo 0,70% per arrivare a punte del 3%, richiesto da banche che finanziano situazioni un po’ più a rischio. La scelta di applicare lo Spread più o meno alto dipende esclusivamente dalla volontà della banca, ed è proprio per questo che si osservano differenze anche rilevanti tra un’offerta e l’altra. Anche per i mutui a tasso fisso si parla di Spread, in quel caso però costituisce la quota aggiuntiva applicata al parametro di riferimento che è l’Irs; in questo caso lo spread servirà per calcolare il tasso una sola volta, il giorno della sottoscrizione del contratto di mutuo, perché in seguito l’interesse non potrà più subire alcun aggiornamento.
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